«L’obiettivo era una barca per navigare bene in tutte le condizioni di vento e mare e ben equipaggiata: siamo stati attenti ai pesi e alla loro disposizione selezionando con attenzione attrezzature, rig e appendici». Sono le parole con cui ci accolgono a bordo gli uomini del cantiere francese Wauquiez. Inoltre, aggiungiamo noi, sono stati bravi a realizzare un pilot saloon di quasi 13 metri piacevole da vedere: di solito barche di questo tipo, con la tuga alta e voluminosa, hanno bisogno di una lunghezza scafo maggiore per “diluire” volumi e ingombri. Wauquiez smentisce i fatti con il PS 42 e introduce nel mercato un’imbarcazione di gamma alta, marina e con un livello di qualità notevole anche nei dettagli e nei legni, lavorati direttamente in cantiere.

Il test

Abbiamo provato il prototipo a Port Grimaud, in costa Azzurra, in una giornata di vento tra 8 e 10 nodi e mare piatto. Lo scafo è efficiente, la lunghezza al galleggiamento è accentuata dalla prua verticale e il piano velico è abbondante, in particolare la randa alta e stretta. A prua abbiamo usato prima un fiocco (42,5 mq) con una minima sovrapposizione e poi il Code 0, vela che in queste condizioni si è rivelata risolutiva tra la bolina larga e il lasco stretto. Certo, l’aria leggera non ha regalato brividi o emozioni, ma il PS 42 è una barca bilanciata, che trascina poca acqua nonostante la poppa larga e il dislocamento medio (11.593 kg) e con velocità interessanti.

Ci è piaciuta la sua risposta nelle rafficchette: immediata e “allegra” con accelerazioni che ci hanno stupito. Di bolina era importante non strozzarla troppo al vento: con randa e fiocco e circa 10 nodi d’aria la velocità di bolina era intorno ai 6 nodi e con il Code 0 abbiamo toccato i 7,4 quasi al traverso.
Il piano di coperta prevede le batterie degli stopper, Harken, con tutte le manovre vicino al timoniere (eccetto la drizza del fiocco che è all’albero), a bordo della barca i winch Andersen in acciaio erano elettrici in questo modo diventa semplice gestire le manovre da soli, l’unica cosa a cui abituarsi è la scotta di randa, rimandata solo al winch di destra (è comunque possibile rimandarla anche su quello di sinistra).

Abbiamo navigato con il prototipo e sulle prossime unità alcuni dettagli verranno cambiati (sono pochi i cantieri che costruiscono un prototipo da usare solo per migliorare le barche successive): ad esempio la posizione delle ruote del timone, un po’ troppo vicine allo specchio di poppa e del paterazzo sdoppiato, che dà fastidio al timoniere quando è seduto lateralmente, il pulpito di poppa sarà più lungo così da diventare un poggiaschiena.

Le sartie basse fissate a scafo rendono il passaggio verso prua un po’ scomodo, ma c’è una precisa ragione, ci spiegano, legata a sicurezza e prestazioni «per assicurare buone velocità anche con aria leggera, il rig è generoso, se fissassimo le sartie basse sulla tuga aumenterebbe la compressione sull’albero per cui dovremmo aumentare la sezione e quindi il peso del palo, di conseguenza rivedere quello della chiglia per mantenere uguali comfort e prestazioni. Infine, l’albero rischierebbe di pompare eccessivamente in condizioni dure e qui entrerebbe in gioco il fattore sicurezza».

Potente il motore già nella versione standard da 56 cv con cui si toccano i 7,4 nodi a 2.500 giri e gli 8 a 3.000 giri. Optional il motore da 80 cv che trasforma la barca in un motorsailer.

Sottocoperta

​Un’ampia apertura del tambuccio e una scala sicura – i gradini sono curvi e con un buon grip, la tagliola è recessata – portano sottocoperta. Qui Wauquiez ha voluto interni più moderni e freschi del solito. Pannellature, top, mobili bianchi si alternano al teak o, in alternativa al rovere sbiancato.

L’ambiente è la zona pranzo rialzata da cui si ha una splendida vista sul mare anche se il tavolo non è enorme (misura 108x70 cm). Classico il carteggio con a fianco un interessante pannello di controllo gestito da un display digitale Scheiber: Wauquiez ha scelto, per la sicurezza e facilità di manutenzione dei suoi armatori giramondo di installare un impianto elettrico tradizionale, con tutti i cavi che arrivano al quadro (ordinati e numerati) e di avere sia il display digitale, interfacciabile anche con lo smartphone, sia i classici interruttori.

Ci sono piaciute le zone di stivaggio ricavate in ogni posto utile, a partire dallo spazio sotto alla pedana in dinette e in alcuni gradini, dietro e sotto i divani e a murata nelle cabine. Perfetta la posizione, a destra della scala, dell’armadio cerate con drenaggio per l’acqua.

In sentina, a centro barca, gli impianti e i serbatoi di acqua e gasolio. Nella versione standard a due cabine e due bagni si hanno due ampie armatoriali; altri layout prevedono una terza cabina o un locale tecnico. La forza di Wauquiez è anche di poter customizzare la barca in base alle richieste.

I dati

Lunghezza f.t.m 12,99
Lunghezza al galleggiamento m 11,79
Larghezza m 4,34
Pescaggiom 1,65 (2,15 opt)
Dislocamento kg 11.593
Zavorra kg 3.400 (3.100)
Serbatoi acqua lt 615
Serbatoi carburante lt 415
Superficie velica mq 90,3
Motore std cv 57
Omolog. CE categoria A
Progetto Berret-Racoupeau Yacht Design

INDIRIZZI
Wauquiez Boats, Neuville-en-Ferrain Cedex, Francia, tel. 0033 (0)3 20 03 14 61,
www.wauquiez.com
In Italia: Yachtsynergy, Marina di Cala Galera 24, Porto Ercole (GR),
info@yachtsynergy.it, tel. 0564 830234

COSTRUZIONE
Lo scafo, realizzato in infusione, è in sandwich di fibra di vetro e balsa, la zona intorno alla chiglia è laminata piena. Wauquiez usa la balsa al posto della schiuma per avere uno scafo più robusto e resistere meglio alla delaminazione in caso di impatti, Una struttura unica, rinforzata longitudinalmente e lateralmente, è incollata allo scafo.

PIANO VELICO
La randa, lunga e stretta, è di 47,8 mq, il fiocco ha una minima sovrapposizione (42,5 mq). Optional il fiocco autovirante. Asimmetrici e Code 0 si murano sulla delfiniera a prua. L’albero è in alluminio poggiato in coperta.