Sinistro nautico? trattato come incidente automobilistico

Basso l’indice di gravità, ma complicata la risoluzione della controversia per mancanza di cultura tecnico/nautica  di consulenti e professionisti del processo. È quanto è emerso nel corso del seminario  “La gestione del caso: il sinistro nautico” tenutosi a Caorle. La cospicua partecipazione di pubblico e la ricca e significativa presenza di relatori ha caratterizzato il buon successo del convegno  organizzato dai due studi legali “Ticozzi Sicchiero Vianello Dalla Valle Zampieron” ed “Esposito Ghezze”. Com’era prevedibile – forse non nelle dimensioni di richiamo con cui si è rivelato a Caorle – l’argomento dell’incidente in mare, nei suoi più ampi aspetti,  continua a guadagnare  un posto di rilievo negli interessi soprattutto dei diportisti. 

 

 

Del resto, le unità da diporto costituiscono in media, stando alle fonti ministeriali, più del 50% delle unità coinvolte in sinistri marittimi. Nel triennio 2009-2012 (sono in corso di elaborazione i dati 2012-2015, che sembrano segnare un trend negativo) su un totale di 1713 unità navali oggetto di incidenti, ben 877 hanno riguardato i mezzi nautici da diporto. Sinistri nautici che presentano un basso indice di gravità, ma che definiscono una notevole attività di assistenza in mare da parte della Guardia Costiera e poi, conseguentemente, d’interventi legali.

 

 

Tra gli interventi dei relatori del simposio di Caorle, segnaliamo quello dell’Avv. Marco Vianello, che ha illustrato alla platea gli aspetti penali che subentrano al sinistro marittimo, soffermandosi su alcune peculiarità e criticità dell’assistenza defensionale; quello dell’Avv. Marco Solveni, con riguardo agli adempimenti amministrativi e civilistici; l’intervento del Com.te Alberto Maria Pietrocola, della Direzione Marittima di Venezia, sui ruoli della Capitaneria di Porto negli incidenti in mare; e, poi, quello dell’ing. Mazzino Bogi di Udicer il quale, spiegando ai presenti che “subito dopo un sinistro in auto il pericolo è cessato, mentre in nave è appena cominciato”,  ha presentato un quadro molto puntuale relativo all’approccio della consulenza tecnica.

Molto atteso, infine, il contributo “fuori programma” dell’Ing. Fabio Croccolo, a capo della Direzione Generale per le investigazioni ferroviarie e marittime del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il quale ha coinvolto il pubblico di Caorle sulla normativa in materia di inchieste sugli incidenti nel settore marittimo (direttiva 2009/18/CE),  illustrando i coordinamenti esistenti a livello europeo e alcuni esempi concreti di indagini eseguite dal suo ufficio.

Nella seconda parte si sono trattati aspetti legati alla responsabilità dei professionisti e al loro intervento nelle cause marittime.

 

 

Ai partecipanti è stato distribuito il cofanetto in tre volumi, “In barca con il codice” (in vendita anche nel nostro sito http://compraonline.edisport.it/it/11-vela-e-motore )

 

 

 

di Christian Signorelli