Premio barca dell'anno 2015, i vincitori

Sette categorie in gara per l’atteso appuntamento con il Premio Barca dell’Anno 2015 di Vela e Motore, che quest’anno ha visto arrivare in finale trentacinque imbarcazioni suddivise nelle sezioni Gommone, Natante a Vela, Natante a Motore, Imbarcazione a Motore, Imbarcazione a Vela, Catamarano e Superyacht.

 

I vincitori per categoria:

Gommone: BWA SPORT 28 GT

Natante a Vela: CORSAIR MARINE PULSE 600

Natante a Motore: BAYLINER VR6

Imbarcazione a Motore: SUNDECK YACHTS 550

Imbarcazione a Vela: BRENTA 80 DC

Catamarano: FOUNTAINE PAJOT 37 MY

Superyacht: CANTIERE DELLE MARCHE DARWIN CLASS 107

 

CATEGORIA GOMMONI

NOMINATION

BWA SPORT 28 GT

CAPELLI TEMPEST 775

RANIERI CAYMAN 26 SPORT TOURING

SACS S700

ZAR 59 SL

 

VINCITORE

BWA SPORT 28 GT

MOTIVAZIONI

La categoria dei gommoni, così come quella dei natanti, è molto vasta e spazia dai tender di poco più di 3 metri a piccoli battelli “per iniziare” a navigare fino ai maxirib, veri e propri cabinati con cui si possono affrontare lunghe navigazioni. Completano la categoria le linee professionali, composte da modelli “cattivi” e molto marini, ma poco adatti all’utilizzo diportistico. 

La nostra scelta è stata quella di premiare il gommone tipico, quello open, che l’utente medio acquista per andare a fare il bagno con la famiglia e per uscite giornaliere, dotato di tanto spazio per il sole e di una carena che infonde sicurezza e consente di correre sull’acqua. 

Il Bwa Sport 28 Gt possiede tutte queste qualità e aggiunge a una notevole cura dei dettagli anche la possibilità di scegliere fra varie personalizzazioni circa colori, tessuto dei tubolari e rifiniture del pagliolo, caratteristica che regala al battello un’identità ben definita distinguendolo dalla massa. 

Bene anche il layout, con spazi adeguati e composto da un largo prendisole a prua e da una dinette en plein air a poppa con divano a C. La sezione centrale può essere allestita con una consolle importante, all’interno della quale è ricavato un vano utilizzabile come spogliatoio dove può essere allestito un locale wc, o con una più snella, che lascia più spazio al piano di calpestio. 

Azzeccato anche l’abbinamento con i fuoribordo Evinrude G2, i cui colori possono essere scelti in tinta con il gommone, anche se il cantiere non impone alcuna selezione sulla marca dei fuoribordo. 

Ritirano il premio William e Maicol Breventani titolari Bwa e Fabrice Boyer, responsabile commerciale.

 

CATEGORIA NATANTE A VELA

NOMINATION

AZUREE 33C

CORSAIR MARINE PULSE 600

DELPHIA 34

FAREAST 28R

HANSE 315

 

VINCITORE

CORSAIR MARINE PULSE 600

MOTIVAZIONI

In virtù dei concreti segnali di ripresa il premio per la categoria natanti a vela sottolinea l’importanza di realizzare prodotti che amplino la base degli utenti. Strategiche diventano quindi soluzioni che conciliano prestazioni e divertimento che una imbarcazione a vela può assicurare con l’esigenza di rendere fruibile il mezzo in modo allargato, oltre che gestibile nelle fasi di trasporto e rimessaggio.

Pulse 600 centra dunque questi obiettivi completando, nel segmento di taglia inferiore, la gamma proposta dal cantiere di trimarani concepiti per la vela sportiva, ma supportata da livelli di sicurezza che questa tipologia è in grado di offrire.

Come per le sorelle maggiori, anche il Pulse 600 consente di richiudere con semplici operazioni gli scafi laterali, contenendo così gli ingombri massimi in fase di trasporto, ormeggio, alaggio e potenzialmente di navigazione in acque protette nelle fasi di approdo.

Da soli o in compagnia il mezzo permette di apprezzare l’emozione della navigazione veloce, salvaguardando quel livello minimo di sicurezza e tranquillità di conduzione indispensabile per soddisfare utenti esperti, ma per offrire anche a neofiti opportunità coinvolgenti.

L’efficienza del piano di carena permette inoltre il ricorso all’uso di un piccolo fuoribordo con grandi economie di esercizio e ulteriore ampliamento della versatilità d’uso dell’imbarcazione.

Completa il sistema la presenza innovativa di una piccola tuga smontabile e personalizzabile nei colori che permette di allestire la barca con un vano storage protetto sottocoperta o, viceversa, di consentire una configurazione più sportiva orientata alle performance.

Dal punto di vista tecnico-costruttivo la realizzazione di un carbon-ring frame sotto il piede d’albero e in corrispondenza dell’attacco della traversa di prua permette di razionalizzare la costruzione ottenendo leggerezza all’insieme e garantendo accessibilità allo spazio protetto. Nella direzione di una semplificazione fruitiva da segnalare anche l’adozione di una soluzione di rolling furler boom.

 

Ritira il premio Vanni Gori di Multiscafi, importatore Corsair Marine

 

CATEGORIA NATANTE A MOTORE

NOMINATION

BAVARIA SPORT 330 HT

BAYLINER VR6

FRAUSCHER 747 MIRAGE AIR

INVICTUS 280 TT

QUICKSILVER 755 SUNDECK

 

VINCITORE

BAYLINER VR6

MOTIVAZIONI

Poche sono le categorie del Premio Barca dell’anno Vela e Motore così disomogenee come quella dei “natanti a motore”, categoria, classe di imbarcazioni tipicamente italiana e legata a problemi di carattere fiscale-normativo e non prettamente merceologico-tecnico.

Troviamo quindi nello stesso gruppo imbarcazioni spesso molto lontane come tipologia, ma soprattutto come range di costi. Bellissimi, comodi lussuosi cabinati, imbarcazioni sportive spesso avveniristiche e iper motorizzate, ma anche piccole modelli a metà strada tra il tender e la lancetta a motore. E le vie di mezzo…

Quest’anno siamo partiti da Cannes, per cercare di individuare il Natante a Motore dell’anno. La scelta dopo lungo girare, visitare, confrontare, si è orientata su un “natante vero”, o almeno quello che secondo noi maggiormente si avvicina allo “spirito” del termine natante.
Una barca relativamente piccola, ma molto versatile, ricca di soluzioni ingegnose per migliorare la convivialità e la vivibilità a bordo. Ci è piaciuta più per la praticità e la sostanza che per un colpo di fulmine. Un buon “natante” multifunzione e non inutilmente pieno di orpelli.

Lo scafo: una bella, sana carena tradizionale fino a poco sopra il galleggiamento, caratterizzata da una prua larga ed asciutta.

Sono barche per andare a fare il bagno in sicurezza, e per navigare sottocosta. Quindi il giusto compromesso per minimizzare i consumi e navigare in sicurezza.

La motorizzazione base (entrofuoribordo da 200 cv - Mercruiser 4.5L 200 hp MPI con piede Alpha 1) permette a Bayliner di uscire sul mercato con un prezzo competitivo in relazione alla buona qualità del prodotto.

C’è un bel vano di stivaggio, utilizzabile anche come micro locale wc, abbastanza raro in questa categoria. Belli gli abbinamenti di colori scafo-carena, da cambiare invece le dimensioni delle bitte - piccole anche per cime di ormeggi volanti. Ma sono peccati veniali ai quali l’importatore porrà rimedio.

Ritirano il premio Pietro Vassena titolare di Lepanto Marine importatore Bayliner e Alexis Flechier sales and product porfolio planning director di Bayliner

 

CATEGORIA IMBARCAZIONE A VELA

NOMINATION

BRENTA 80 DC

DUFOUR 460 GRAND LARGE

GRAND SOLEIL GS 46 LC

ICE YACHTS 52

SOLARIS 50

 

VINCITORE

BRENTA 80 DC

MOTIVAZIONE

In un periodo in cui la contrazione del mercato ha indotto progettisti e cantieri a porre una forte attenzione alla qualità del prodotto, ma anche, per soddisfare esigenze commerciali, una certa omologazione formale e stilistica, Brenta 80 apre una strada diversa e coraggiosa grazie a un processo progettuale colto e raffinato che diviene al tempo stesso strumento di comunicazione di valori espressivi e di contenuto.

Un prodotto di ricerca e sperimentazione progettuale con un livello alto di coerenza nella declinazione ai diversi passaggi di scala.

Sul piano tipologico ripropone una felice rivisitazione della configurazione a pozzetto centrale che permette un’organizzazione equilibrata sia del ponte di coperta sia degli altri spazi funzionali.

Tale configurazione si presta infatti a conferire sottocoperta un efficace livello di separazione funzionale che permette un’armatoriale con accesso indipendente salvaguardando al tempo stesso la dimensione degli spazi conviviali, non solo nel pozzetto e nelle zone prendisole esterne, ma anche nel quadrato e nelle cabine ospiti.

Buono il controllo della luce naturale gestito in modo equilibrato ed efficace senza compromettere l’estetica dello scafo con invasive aperture incontrollate. In questo, il ricorso a un ponte ribassato che accompagna la tuga parzialmente schermata dall’accennata impavesata contribuisce a dare carattere distintivo ed elegante al profilo.

Se mai fosse servita conferma, la mano di David Chipperfield ha lasciato negli interni segni chiari di grande consapevolezza nell’uso degli elementi compositivi e dei materiali. Maestria nel controllo delle venature delle essenze utilizzate nei paglioli, negli arredi e nei rivestimenti, altrettanto elevata cura nell’abbinamento delle pelli ai legni e alle cromie gentili di laccati e tessuti. Uso sapiente di citazioni e riferimenti simbolici nella conformazione degli elementi tecnico-funzionali e nella scelta dei complementi d’arredo.

All’altezza della situazione il cantiere Schimdt che risolve in modo funzionale l’interazione tra le diverse quote dei ponti con una giunzione efficace dell’insieme scafo coperta, ma che supporta anche secondo le aspettative l’esecuzione di livello sia del composito che degli interni. Il risultato sembra essere ben più di una brezza fresca.

Ritira il premio Michael Schimdt, titolare del cantiere Schimdt Yachtbau

 

 

CATEGORIA IMBARCAZIONE A MOTORE

NOMINATION

AZIMUT 72 FLY

EVO 43

FERRETTI YACHTS 550

PRESTIGE 680

SUNDECK YACHTS 550

 

VINCITORE

SUNDECK YACHTS 550

MOTIVAZIONE

Una navetta studiata nel dettaglio da chi conosce e naviga per mare. Il Sundeck 550 raccoglie soluzioni valide e idee vincenti in uno scafo di 17 metri dall’estetica curata, con una carena versatile alle differenti esigenze di velocità. Le linee estetiche da trawler sono dettate dalla funzione primaria di marinità: imponente prua verticale, murate alte, basso bordo poppiero.
Lo Studio di Maurizio Zuccheri ha realizzato una barca conviviale da poppa fino alla console di guida con un’estetica frazionata, che ben integra le ampie finestrature.
Gli interni in teak sono molto voluminosi, grazie alla significativa larghezza di 5 metri: modulabili e studiati per offrire fino a quattro cabine ospiti più quella del marinaio, opzionale. Resta tuttavia abbondante spazio per lo stoccaggio o per due lavatrici, come una barca da viaggio.
Un mezzo maturo, pratico con soluzioni semplici, come la divisione della zona della presa di banchina, dall’imbarco acqua, funzionale con i tendalini o il drenaggio dell’acqua di coperta.
Un trawler moderno che ben rappresenta il Made in Italy con prestazioni interessanti e con uno stabilizzatore per l’extra comfort.
Realizzato in infusione raggiunge velocità di crociera da 12 a 20 nodi in regime dislocante o planante, dai consumi contenuti, con due motori da 570 cv.
Coniugare fascino, sicurezza, spazi e buone capacità di navigazione fanno del Sundeck 550 una navetta completa per un settore che ha visto molte novità in questo ultimo periodo.

Ritira il premio Angelo Casartelli, fondatore del cantiere.

 

CATEGORIA MULTISCAFI
NOMINATION
BALI CATAMARANS 4.3 MY
COMET CAT 37
FOUNTAINE PAJOT 37 MY
LEOPARD 40
OVERBLUE 44

VINCITORE
FOUNTAINE PAJOT 37 MY

 

MOTIVAZIONE

Uno yacht che introduce la nuova generazione di multiscafi a motore, con architettura navale originale, disegnata quindi ad hoc e non mutuata direttamente dai più diffusi catamarani a vela, come solitamente accade.

Ne risultano spazi interni ancora più ampi e uno sfruttamento efficace dei volumi disponibili, sia sopra sia sottocoperta. Cavalcando le qualità intrinseche di un’architettura a catamarano, il cantiere francese è riuscito ad enfatizzare volumi e vivibilità tanto all’interno della deck house quanto nei due scafi in cui possono trovare posto da tre fino a quattro cabine doppie e due bagni.

Gli spazi esterni si completano con un fly bridge capace di accogliere comodamente tutti gli ospiti in un unico quadrato e una zona prodiera attrezzata a cui si accede da larghi passavanti.

Sotto la promessa, mantenuta, di qualità nautiche eccellenti, sia in termini di comfort in navigazione sia in termini di un ottimo rapporto fra velocità di crociera e consumi di carburante, il Fountaine Pajot 37 rappresenta in modo coerente una realizzazione matura tanto a livello di contenuti, quanto per tutto ciò che concerne costruzione e progetto.

È un mezzo capace di attirare velisti alla ricerca di comfort senza sacrifici e armatori di yacht a motore che vogliono godersi una navigazione dolce e priva di scossoni. Il tutto senza sacrificare le prestazioni: il 37 MY può infatti superare i venti nodi di velocità massima.

L’utilizzo negli spazi interni di materiali diversi, che spaziano dalle essenze di legni scuri a pannellature laccate, unite ad ampie finestrature anche a murata, completano ambienti coperti estremamente luminosi ed accoglienti, dove la vista sul mare è sempre garantita.

Il risultato è quindi un oggetto convincente dove, ad una ricerca estetica efficace, si uniscono doti di comfort ed eleganza che non fanno sentire la mancanza di ulteriori spazi vivibili, risultato non così facilmente ottenibile su uno yacht di soli undici metri di lunghezza.

 

Ritira il premio Domenico Furci di Fountaine Pajot Italia

 

 

CATEGORIA SUPERYACHT

NOMINATION

 

BALTIC 116’ DORYAN

CANTIERE DELLE MARCHE DARWIN CLASS 107

CRN ATLANTE 55 M

SANLORENZO 460 EXP

TANKOA YACHTS S693 SUERTE

 

VINCITORE

 

CANTIERE DELLE MARCHE DARWIN CLASS 107

MOTIVAZIONE

È sotto gli occhi di tutti come il momento che viviamo nel settore delle grandi barche sia di notevole vivacità. I cantieri sono tornati a investire tanta energia nella ricerca e nella qualità e il mercato li sta premiando portando verso il Made in Italy una clientela sempre più esigente e preparata.

Cantiere delle Marche è una realtà tra le più giovani nel panorama dei grandi yacht ma, come è comprensibile, è sostenuta dalla passione di una dirigenza di grande e datata esperienza nel settore. La breve storia di questo brand è sorprendente in quanto è riuscito a imporsi in un comparto che, pur in forte crescita, lo ha portato a confrontarsi con competitor importanti che stanno proponendo yacht di caratteristiche eccellenti, ricchi di soluzioni nuove e molto interessanti. Ciò che dà ancor maggior risalto ai risultati di CDM è che la fascia dimensionale scelta per giocare questa partita è certamente non facile, quella dei 100’. 

La sfida è impegnativa in quanto “l’armatore tipo” di un explorer di questa dimensione pretende le qualità marine e di comfort del grande yacht condensate in una barca compatta, affidabile, capace di grande autonomia, di semplice gestione e, nell’ambito della sua classe, con costi di esercizio contenuti. Rubando l’aforisma commerciale a un famoso cantiere nordeuropeo potremmo definire le migliori realizzazioni di queste caratteristiche dei veri POCKET SUPERYACHTS.

Visitando il Darwin 107, dopo averne apprezzato l’equilibrio nella disposizione dei volumi esterni, l’accoglienza degli interni e le scelte che semplificano e rendono gradevole la vita a bordo per lunghi periodi, si percepisce concretamente la capacità di razionalizzare e rendere facilmente accessibile una macchina complessa quale è una nave da diporto: l’ordine che si respira nei reparti tecnici, nelle zone di manovra e la linearità dei sistemi danno una sensazione di professionalità e sicurezza che stimola a osare mete fuori dall’ordinario.

In conclusione, il metodo adottato da CDM per offrire uno yacht accattivante e che si è dimostrato vincente pare banale, ma non lo è: applicare il concetto di semplicità ad ogni possibile soluzione e noi crediamo che questo sia uno dei maggiori pregi di questa nave.

Ritira il premio ENNIO CECCHINI, amministratore delegato di Cantiere delle