Creare quello che non esiste, attingere dall’importante know how del cantiere del gruppo Overmarine per proporre uno yacht unico per prestazioni, comfort e stile. È questo il Mangusta 165, open italiano per eccellenza, con volumi paragonabili solo a imbarcazioni delle stesse dimensioni, ma a tre ponti, un bilanciamento ottimale tra interni ed esterni, una vivibilità tutta la scoprire e un design particolare e aggressivo, che già esteriormente preannuncia la sua indole grintosa.

Da Vinci, questo il nome scelto dall’armatore, porta la firma di Stefano Righini che ha lavorato in stretta collaborazione con il cantiere, mentre gli interni sono della canadese Maxine Tissenbaum alla sua seconda con il team Mangusta e alla quale è stato affidato il compito di plasmarne l’anima: «Quando ho pensato al progetto, volevo realizzare la visione del mio cliente interpretando la forza della sua personalità e nel contempo creare anche un rifugio da una vita frenetica. Così ho fatto in modo che Da Vinci risultasse glamour e sexy, ma anche accogliente e pieno di gioia di vivere. Pronto per navigazioni in alto mare e con un angolo tranquillo per lavorare e rilassarsi. In sintesi, uno yacht tagliato su misura con gli elementi di una casa sofisticata».

Comfort e performance

‚ÄčLungo 49,90 metri per un baglio massimo di 9,20, il Mangusta 165, grazie al lavoro di sintesi e ricerca dal quale è nato, è l’espressione della filosofia Overmarine: siamo davanti a una nuova declinazione del termine performance. Non più riferito solo alle prestazioni, ma anche al comfort in tutti i suoi aspetti, dall’assenza di vibrazioni alle scelte ergonomiche, dall’isolamento acustico all’impiego di materiali di pregio.
Per vivere il comfort, l’invito è a bordo. Entrando nel living scopriamo un mondo di specchi e riflessi. Ai lati due armadi, in legno nero e vetro retro laccato nero, riflettono i motivi del pavimento realizzato in tre tipi di marmo, Zebrino nero, Palissandro bluette e Marquina crème, e formano un grande puzzle artistico composto da tessere diverse.
La scelta è tra una sosta seduti al bancone del bar o nel living, dove un divano ad angolo e poltrone dalle forme circolari invogliano alla conversazione o alla lettura, tra velluti, sete e soffici tappeti. È ora il momento di una cena nella zona pranzo, seduti intorno al grande tavolo rettangolare in marmo venato. Tre skylight, che si aprono sul cielino, creano un dialogo continuo tra interni ed esterni. Un quadro realizzato con numerosi piccoli specchi è il protagonista della parete che separa il salone dalla timoneria.

Equilibrio negli interni

Il layout interno, risultato di un’attenta divisione tra gli spazi dedicati agli ospiti e all’equipaggio, oltre alle parti comuni prevede la zona notte sul ponte inferiore. La suite armatoriale, a tutto baglio a centro barca, è giocata sul contrasto bianco-nero dei materiali: pelli, tessuti e marmi. Zona ufficio, salottino, cabina armadio e sala da bagno per lui e per lei con doccia passante completano l’appartamento.
Sul corridoio si aprono a destra uno spazio relax/studio (trasformabile in una quinta ospiti supplementare) e altre quattro lussuose cabine con bagno dedicato. Particolare la scelta per quella di sinistra con due letti a castello. Per gli ospiti d’onore la Vip, a estrema prua, è decorata con pareti laccate bianche perlate e la testata del letto è formata da rettangoli rivestiti in pelle grigia.
Una scala dedicata conduce all’area servizi dove si trovano cucina, frigoriferi, lavanderia, area equipaggio, composta da dinette, cabina comandante, quattro alloggi crew e tramite porta stagna si arriva direttamente alla sala macchine. La cucina è stata progettata secondo i dettami dello chef di bordo che sapeva esattamente cosa voleva: elettrodomestici e corredo professionale per preparare piatti ricercati.

Esterni: filosofia open

Negli spazi esterni il Mangusta 165 esprime il meglio della filosofia open. Dal pozzetto di poppa fino a prua con la Jacuzzi, incoronata da un prendisole circolare, con zone ombreggiate per godersi il fresco. Tutto è stato studiato affinché la vita all’aria aperta fosse scandita da momenti in totale comfort. Così sul fly, che ospita la seconda timoneria nascosta da un mobile bar e ancora tavolo, divano e zona sole.

Prestazioni e comfort di bordo

Infine, un occhio alle prestazioni: la velocità massima supera i 35 nodi e Da Vinci scivola sull’acqua morbido, senza rumore e vibrazioni. L’installazione di quattro Mtu da 2.600 cv, quattro idrogetti Rolls Royce / KameWa NP e altrettanti stabilizzatori Seakeeper permette performance importanti, ma con consumi contenuti. Questo anche grazie all’efficacia del sistema di stabilizzazione, che ottimizza la navigazione in ogni condizione, soprattutto a basse velocità. Un vantaggio che rende possibile utilizzare lo yacht anche in regime dislocante, alla velocità minima di 8-10 nodi, in grande comfort.