Maldive, il fiore delle indie

Maldive. Marco Polo chiamò le Maldive “Fiori delle Indie”, e di posti belli se ne intendeva… In secoli più vicini a noi, ma neanche tanto, il grande viaggiatore arabo Ibn Battuta le definì “una delle meraviglie del mondo”.

 

Non è il caso di ripercorrere tutti gli illustri pareri che quest’arcipelago ha collezionato nel tempo, anche perché basta chiedere a chi c’è stato di recente e l’impressione riportata difficilmente differisce da quella dei più celebri predecessori: quasi tutti tornano senza fiato per le bellezze naturali, uniche nel loro genere, di fronte alle quali si sono trovati.

 

Le Maldive sono un insieme di atolli corallini (non a caso la parola atollo deriva proprio dal termine maldiviano “atholhu”) che, cominciando circa seicento chilometri a sud ovest dell’India, si estende per 823 chilometri su due linee parallele che occupano una larghezza di circa 130 chilometri nel punto più ampio.

 

Il punto più alto di tutto l’arcipelago non supera i tre metri e già questo dato la dice lunga sulla fragilità dell’ambiente, molto esposto ai capricci della natura. Risulta difficile sbilanciarsi persino sul numero effettivo di isole (poco meno di duemila), in quanto periodicamente ve ne sono alcune che nascono e altre che vengono inghiottite dai flutti. Tutte hanno come fattore comune una splendida barriera corallina che, estendendosi con modalità varie, riesce a sorprendere con la sua continua mutabilità di paesaggi e frequentazione di creature marine, che di gran lunga eccedono in varietà, animali o vegetali, delle terre emerse.

 

Scopriamole dalla barca nell’itinerario di Vela e Motore, pubblicato nel numero di settembre 2010.