Le tecniche per catturare prede diverse

Bolentino per il sarago
Questo pesce è catturabile a stretto contatto con il fondo in tutte le sue cinque specie: maggiore, testa nera, faraone (molto raro in Italia), pizzuto e sparlotto. Ma nel bolentino sono i primi due e in particolare il maggiore per via della bontà delle sue carni, della taglia che può raggiungere e dei combattimenti che regala. Con questa tecnica si catturano anche altre specie, pescando a mezz’acqua: boghe, sgombri, sugarelli e occhiate, mentre nei pressi del fondale oltre alla già citata preda regina possiamo trovare anche mormore, pagelli, razze, orate, ombrine e altri pesci di fondo.

 

Vertical che piace al dentice
Indiscusso dominatore del sottocosta questo predatore possente e dalle carni pregiate si lascia indurre con facilità all’attacco dagli sfarfallii dei jigs metallici. Cercandolo lungo secche dai 20 ai 40 metri di profondità si riescono a indurre con il Vertical all’attacco anche gli esemplari più anziani e grandi.
Il dentice non è però l’unico pesce a subire gli effetti dei jig e così potremo con questa tecnica catturare anche: ricciole, pesci San Pietro, cernie, tracine di enormi dimensioni e a volte anche qualche pagello.
Praticando il Vertical in altura si possono invece catturare tombarelli, palamite, lampughe e alalunghe.

 

Kabura: l’ideale per il pagello
Sparide rosato e affascinante, tipica preda del periodo invernale e nel passato insidiato quasi solo a bolentino sino a che questa nuova tecnica ha dimostrato di poter garantire risultati sorprendenti.
L’indole aggressiva del pesce che pur non essendo un predatore attacca con violenza i piccoli jig del Kabura abbinata alla bontà delle sue carni lo rendono l’obiettivo principale di chi si dedica a questa tecnica.
Il tutto senza dimenticare che si insidiano, in base ai diversi fondali e ai luoghi di pesca anche pagari, pagelli, tracine, orate e a volte qualche dentice.

 

Traina costiera:  obiettivo spigola
La regina del mare, preda invernale per eccellenza, soprattutto negli esemplari superiori ai 4 kg di peso, è un predatore astuto, vorace, ma pigro. Proprio per questo la traina lenta con piccoli artificiali che simulano pesci in difficoltà la rendono il sogno di ogni trainista costiero.
Ma le catture nella traina sono tante e in particolare: occhiate, sugarelli, sgombri e palamite, mentre i più fortunati riescono a catturare anche dentici o ricciole a patto di riuscire a far lavorare le esche a più stretto contatto con il fondale.


Traina d’altura: l’alalunga
Con il tonno rosso praticamente vietato e aguglie imperiali a lampughe che si presentano in modo incostante nei diversi anni, l’alalunga è il target fish ideale sia sotto il profilo delle dimensioni che della forza in fase di combattimento e della bontà della preda stessa. Ma l’altura è una tecnica ricca di sorprese e consente di confrontarsi con i tutti giganti dei nostri mari come i già citati tonni rossi, aguglie imperiali, lampughe pesci spada e tonnetti.

 


Leggi tutto lo speciale pesca e speciale FISHERMAN nel numero di Vela e Motore febbraio 2016. Per richiedere gli arretrati 0238085241.