Di piena cultura greco bizantina, ma di leggere fattezze venezieggianti, le Ionie sono un ponte che collega l’Adriatico alla Grecia delle cupole e del bianco a calce. La maggioranza dei diportisti tende a visitarle con un itinerario stereotipato, volto più a collezionare isole che a scoprire questa porzione di Mediterraneo così ricca di luoghi ancora incantevoli. In queste pagine vi presentiamo alcune mete alternative agli itinerari più proposti, che di solito vengono trascurate dai naviganti.

Corfù, non solo folla

Povera Corfù, se il giudizio del viaggiatore su di lei si ferma solo alla marina di Guvia e all’agglomerato di localacci che la circondano. Sarà il caso quindi, di prendersi un po’ di tempo per visitare la città, che a Venezia padrona per molti anni, tributa pegno con le sue strade e i campielli con le vere da pozzo.

Cinto da due imponenti fortezze il nucleo vecchio è ricco di chiese alcune delle quali cariche di opere d’arte. Via mare l’isola è interessante soprattutto nella parte NE fino a Paleokastritza (che si trova a NO), ma purtroppo non sempre di facile accesso vista la carenza di ridossi. Nel canale tra l’isola e l’Albania, si passa di fronte ad Agni una piccola baia con tre taverne, da qualche tempo meta del turismo più sofisticato.
Poco dopo il minuscolo porticciolo di Koulura (in greco: anello), dominato da una splendida casa nata sulle basi di una torre di avvistamento veneziana. L’approdo all’interno del porto è solo per barche di poco pescaggio, ma nella baia è possibile trovare un discreto riparo. Continuando verso nord oltre a Kassiopi l’ultimo ridosso è Agios Stefanos con la sua insenatura a U profonda contornata da ristorantini.

Il versante settentrionale, piuttosto esposto, stupisce per le rocce argillose screziate di giallo, ocra e grigio che compongono sculture sinuose disegnate dagli elementi. Sulla costa occidentale: le scogliere si elevano in straordinari salti fino alla rupe coronata dall’antica fortezza di Angelocastro a oltre 300 metri sul mare. Poco più a sud il complesso del monastero di Paleokastritza, che domina un sistema di baie profonde, una delle quali con il porticciolo è molto ridossata. Il monastero è un’oasi di dolcezza, immersa nei fiori da cui si gode un panorama a 360°. Proseguendo verso sud comincia un tratto di costa spettacolare con grotte, scogliere stratificate che assumono forme bizzarre e fanno da quinta a una serie di spiagge di sabbia grossa raggiungibili dal mare. Il litorale continua fino ad attenuare le altezze trasformandosi in una landa dunosa di sabbia gialla fine che degrada verso l’acqua da una parte e una salina naturale dall’altra.
Siamo ad Issos, una delle spiagge più belle dell’arcipelago: lunga 4 chilometri di cui solo i primi 800 metri con qualche struttura turistica. Il basso fondale vicino alla spiaggia impedisce un avvicinamento a meno di 150/200 metri.

Othoni, l’isola misteriosa

La prima delle Ionie (47 miglia circa da Leuca) a nord di Corfù è difficilmente raggiungibile in traghetto, ne giova quindi l’atmosfera che rimane sonnacchiosa anche in pieno agosto. L’idraulico del paese, se non ha da fare, vi porterà sul cassone del suo pick-up a fare un giro nell’interno. Nel vecchio centro sulle montagne con le casette di sasso e la chiesa bianca, un vecchino spuntato chissà da dove vi proporrà il suo ottimo miele. Qui c’è una sola spiaggia con possibilità di atterraggio: Calypso, affascinante e misteriosa come la ninfa dell’Odissea, che la leggenda vuole vivesse proprio qui.

La scogliera bianca che la chiude ricorda quella della baia del relitto di Zante. Sul lato NO qualche grotta facile da ispezionare. L’acqua è trasparente e passa dal bianco all’azzurro-verde intenso. Igoumenitsa e Paxos Se per qualche ragione vi tocca una sosta a Igoumenitsa, una cattedrale nel deserto di rara tristezza, non disperate, la baia di Valtou renderà questa tappa non solo piacevole ma augurabile.
A NO dell’omonimo golfo tra la foce del fiume Thiamis (state lontano dai bassifondi che la contornano) e punta Vatatsa si apre una profonda rada selvaggia la cui ultima insenatura è un perfetto riparo per una notte tranquilla interrotta solo dai guizzi dei pesci che al tramonto saltellano intorno alla barca. Paxos è la più amata dagli italiani, tanto da farvi dimenticare di essere in Grecia, Logos però, piccolo porticciolo con panetteria e baretti raso acqua, riuscirà a conquistarvi con quella quiete e colori che vi aspettate di trovare da queste parti. Gaios è bellissima, una vera cartolina, ma che confusione; non si trova un buco neanche a piangere. Dopo averla vista se volete dormire tranquilli in un sito ameno, Monogonisi sulla punta sud è un’ottima alternativa.

Poco più a sud ad Antipaxos, dopo la famosa e affollata baia di smeraldo, una serie di insenature sono un’ottima possibilità per un ormeggio in totale relax. Verso Lefkas Questa porzione di terraferma non è priva di attrattive e quindi merita almeno di essere costeggiata da vicino. La baia delle due rocce vale una fermata: è una rada spettacolare e abbastanza protetta, gli adepti del dingy side-seeing saranno soddisfatti, esplorando tutti gli anfratti che con la barca non potreste avvicinare.

Tra Lefkas e la terraferma le meraviglie sono molte e forse non basterebbe una crociera per conoscerne la metà. Tra le tante indichiamo quelle che si trovano nella parte orientale. Kalamos è come un grande panettone bislungo ricoperto di pini lussureggiani che arrivano fino ad ombreggiare la battigia. Il lato orientale dell’isola è ricco di spiagge, grotte e scogli stratificati. L’acqua in alcuni punti è verde smeraldo. Nel porticciolo principale c’è qualche ristorantino e un minimarket, ma se vi avventurate per la salita che porta al villaggio sarete soddisfatti dal colore locale; per una cena alla buona considerate la macelleria Marvrogalos che la sera diventa anche taverna.

A sud dell’isola lo sperduto porto Leone, con le rovine di un antico villaggio e un mulino sulla punta sud. A est di Kalamos si trova l’isola di Kastos bassa e coperta di olivi, è indicata per chi cerca quiete. Nella costa orientale qualche ridosso sicuro e a nord del paese ci sono alcune belle spiagge dove fare il bagno. Il porticciolo/rada di Kalamos mantiene un’atmosfera autentica. Se dopo queste due isole volete fare acqua e un po’ di spesa risalite qualche miglio verso nord e approdate a Mityka, senza farvi intimidire dall’apparente insignificanza del luogo: una volta scesi a terra vi conquisterà con le sue ottime taverne di pesce e non, con un sorprendente rapporto qualità prezzo, oltre allo spirito paesano e sincero degli abitanti.

Atokos, l’isola disabitata

Sette miglia a sud di Kalamos, il piatto forte di questo nostro percorso alternativo è l’isola disabitata di Atokos con due ampie baie protette a SE e a S. Si rimane sbalorditi dalle scogliere bianche stratificate in fogge di sorprendente fantasia che si affacciano su acque cristalline. Prima della baia a sud c’è una grotta di fronte alla quale si può ormeggiare solo una barca, con mare calmo è una sosta perfetta.

Per chi si mette in viaggio

Le distanze principali in navigazione Leuca–Othoni: 47 miglia • Othoni–NE di Corfù: 27 m NE Corfù–Canale di Lefkas: 68 m • Leuca–Canale di Lefkas: 125 m • Preveza–Canale di Lefkas: 9 m • Inizio Canale di Lefkas– Lefkas Porto: 2,5 m • Lefkas Porto–Vathi (Meganisi): 9 m, Meganisi–Kalamos: 8 m • Kalamos–Kastos: 2 m • Kalamos–Athokos: 7 m, Lefkas Porto–Mytika: 15 m • Mytika–Kalamos: 2 m