Quando Cantiere del Pardo rinnovò la gamma sul finire degli anni ‘80 incaricò German Frers di disegnare la nuova linea e i Grand Soleil 45 e 52 furono i capostipiti del nuovo corso. Lo styling esterno, invece, era di Giorgio Macchi e l’interno di Patrick Roséo.
Nel 1989 fu lanciato il 45 e piacque talmente che in molti lo paragonarono a uno Swan. Infatti corre anche voce che German Frers ebbe qualche problema con Nautor Swan su questa linea che ricordava molto il design finlandese (Swan 46 MkI) e che la querelle arrivò addirittura in tribunale.
In ogni caso la barca risultò vincente e restò in produzione fino al 1997 con circa 55 esemplari varati. La barca nasce in versione crociera, spesso con avvolgiranda, chiglia in ghisa dal pescaggio di 2,25 m, ma c’è anche la versione race con deriva in piombo da 2,60 metri e albero maggiorato con tre crocette.
Il risultato è barca bella, veloce e molto comoda per l’epoca. Nel 1993 aveva un prezzo base di 464 milioni di lire (Iva esclusa) ed era facile superare il mezzo miliardo per il prezzo finale. Oggi ha un valore medio che varia da € 60.000 a € 80.000 per un modello in condizioni medie per la versione crociera) e qualcosa di più per la race.
In pratica vale circa il 20 per cento del suo valore di vendita, caratteristica che, in 25 anni, indica una svalutazione molto contenuta, infatti è uno dei 45 piedi più ricercati sul mercato nazionale.

LA COSTRUZIONE

Tra le doti più apprezzate annoveriamo la carena e la robustezza. La carena ha delle sezioni profonde, a U verso prua, mentre la poppa ha un allungo tipo skeg, che poi è stato tolto dagli anni ‘93-‘94. La deriva ha profilo ellittico e timone sospeso, con tenuta a baderna. Nel ’93 fu aggiunta la spiaggetta a ribalta sullo specchio di poppa.
La barca prevede una laminazione in stratificato pieno e con un certo spessore. Il ragno è controstampato e fazzolettato allo scafo. Nelle versioni più tirate è possibile trovare una rientranza sul ginocchio, in murata, all’altezza delle lande, a causa di un tiro prolungato ed eccessivo. Niente di grave, ma va monitorato.
La maggior parte delle barche ha la coperta in teak e nella prima serie è avvitato, mentre successivamente sarà incollato. Il pozzetto è profondo e ci sono un ampio gavone a poppa e due più modesti sotto alle panche.
La barca può avere ben otto batterie per i winch in pozzetto. L’ingresso è quasi da flush deck, con una tagliola piccola, fattore che permette un’altezza di almeno m 1,83 all’interno, ma che richiede anche sei gradini per scendere.

INTERNI E IMPIANTI
L’interno ha una diposizione più moderna con la cucina in murata, caratterizzata dal piano lavoro in legno (teak), e munita di coperture per il lavandino e il forno. La dinette è contrapposta alla cucina e ospita sotto le sedute due serbatoi dell’acqua. Nella panca centrale è stato ricavato il vano motore, Yanmar (Perkins 45 nei primi modelli), posto in posizione centrale, è un po’ rumoroso.
Il cassone del motore si può aprire dall’alto o può essere rimosso totalmente. La barca è massiccia anche negli interni, infatti dispone di un pagliolo con 22 mm di spessore.
La zona prodiera è organizzata con la classica cuccetta a V e prevede una seconda cabina con letti a castello, sotto la quale si trova il serbatoio del gasolio, privo di ispezioni per la pulizia.
Un bagno con doccia, controstampato, serve le due cabine. I tubi del wc passano nelle strutture e sono difficili da cambiare perché fascettati all’interno. Bisogna, nel caso, forare il controstampo per accedere e fare manutenzioni o riparazioni. A poppavia della dinette c’è lo spazio dedicato al carteggio, molto grande e con spazio per ogni strumento. Purtroppo la strumentazione è spesso datata e, insieme al teak della coperta, può rappresentare la spesa più massiccia.
La panca del carteggio contiene tre batterie, una per il motore e due per i servizi, poche per gestire le utenze di oggi. Con l’attrezzatura moderna, infatti, i consumi sono alti e inoltre l’impianto non prevede luci Led, pertanto va rinnovato. Nel vano sotto alla scala sono raggruppati il boiler e talvolta altri accessori come l’aria condizionata che raffredda dinette e la cabina armatoriale a poppa.
La cabina di poppa è la chicca della barca: comoda e spaziosa, è ben areata e servita da un bagno privato.
La sentina è molto profonda, ma bagnata spesso nella zona dell’albero, che è passante.

LA PROVA

La versione crociera con avvolgiranda ha bisogno di un vento sopra i 10 nodi per esprimere meglio le qualità velocistiche e di bolina si comporta molto bene grazie al pescaggio importante, ma per i puristi è bene tentare sulla versione maggiorata con pescaggio di m 2,60. Chi viene da una barca più piccola, un 10-11 m, percepisce subito la differenza in termini di stabilità e tenuta di mare, in quanto la barca risente poco delle onde e alla grande ruota si riesce a timonare sempre bene. Da ottimizzare spesso la manovra della scotta del tamburo dell’avvolgifiocco.
Per quanto riguarda le prestazioni a motore, si raggiungono bene i 7 nodi e si possono toccare anche punte di 7,5, ma in crociera la velocità ideale si attesta sui 6,5 nodi.

I DATI

L’armatore tipo
Per chi ama un pezzo di storia italiana, una barca bella come uno Swan, ma coi pregi del Made in Italy. Sicura e potente. Adatta anche a una famiglia, ideale per chi sogna una navigazione anche impegnativa.

I dati
Lunghezza scafom 13,90
Lunghezza di galleggiamentom 10,70
Larghezzam 4,20
Immersionem 2,25/2,60
Dislocamento a pieno caricokg 13.500
Zavorrakg 4.300/5.200
Superficie velicamq 117 (R+G 100%)
Motorecv 50
Serbatoio carburantelt 240
Serbatoio acqualt 430

i difetti
Usura del teak. Revisioni impianti ed elettronica obsoleta, quindi da sostituire.
Ritiro zona landa per versioni race.

QUOTAZIONE

La quotazione parte intorno ai e 60.000 e arriva a e 90.000 per una versione con refitting recente e maggiorata. Il prezzo medio si attesta sui e 75-80.000