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In copertina Xp 55, l’ammiraglia del cantiere danese X-Yachts. Uno yacht versatile che, in base alle scelte dell’armatore, può avere una configurazione più o meno sportiva e spaziare in un range d’uso tra la regata e la crociera veloce con equipaggio ridotto.
 
Fiore all’occhiello del numero di ottobre è il nostro Speciale Novità con tutti i modelli di barche, motori e accessori che vedremo sfilare in mare nel 2016.

 

Dal 30 settembre al 5 ottobre si svolge il Salone di Genova, l’appuntamento clou della nautica italiana. Vela e Motore vi offre una guida ragionata all’acquisto della barca con tutti i consigli per scegliere bene e la mappa per organizzare la visita al meglio.

 

Vi condurremo anche in Asia, a Taiwan, attraverso un viaggio nella cantieristica dell’isola che, grazie alle opportunità di sviluppo, agli elevati standard qualitativi e al costo contenuto della manodopera, ha l’ambizioso obiettivo di diventare il primo hub dello yachting nel mondo.

 

Dulcis in fundo, il nostro reportage sulla Rolex Maxi 72 World Championship, il campionato di classe ospitato dallo YCCS nell’ambito della Maxi Yacht Rolex Cup, dove Bella Mente si è aggiudicata la medaglia d’oro e Robertissima III quella d’argento.

 

Vela e Motore è disponibile in tutti i formati digitali: per smartphone, tablet e computer.

 

E per le notizie dell’ultima ora, gallery e video, seguiteci nel nostro sito www.velaemotore.it

 

Editoriale

Le ragioni di un Premio

di Marta Gasparini

 

«I premi nella nautica sono troppi». Un’accusa facile, anzi quasi scontata, ma difficile da sostenere. Perché è vero che l’Italia e l’Europa più in generale offrono riconoscimenti di tutti i generi, letterari, sportivi, teatrali e giornalistici, ma è anche vero che la nautica è un simbolo importante di ogni paese e, proprio per questo motivo, i premi nell’ambito del settore assumono una valenza fondamentale. Un premio alla creatività e all’originalità della cantieristica si trasforma in un potente veicolo promozionale che, ovviamente, deve essere in sintonia con i tempi.

 

In questi anni anche il nostro Premio Barca dell’Anno si è adeguato a una realtà sempre più poliedrica aumentando le sue categorie dalle tre originarie relative a superyacht, barca a vela e a motore, a quelle per i natanti a motore, a vela, i gommoni e, da questa edizione, anche i multiscafi arrivando, quindi, a sette.

 

Un compito arduo e complesso per la nostra Giuria che deve districarsi nella giungla delle offerte basando i suoi verdetti non solo sui canoni estetici, ma anche e soprattutto sugli elementi che evidenzino l’innovazione del progetto e le tendenze per le stagioni future senza dimenticare la fattibilità industriale e il prezzo offerto sul mercato. Un’operazione, insomma, che non può considerarsi come una semplicistica classifica dei “migliori” a cui assegnare una medaglia, ma una selezione di barche effettuata da una squadra di esperti impegnati a valutare tutti gli aspetti della produzione e della commercializzazione nel contesto di un mercato sempre più ricco nonostante una crisi che ha lasciato segni profondi.

 

Non è soltanto un lavoro tecnico, ma coinvolge ovviamente anche il lato emotivo creando una linea diretta con il pubblico e, in particolare, con gli appassionati. Ecco perché i premi non sono numericamente troppi o inutili, ma sono uno strumento perfino in grado di orientare gli acquisti.

Uno strumento normale nei mercati esteri tanto che Vela e Motore è stata chiamata a far parte della giuria internazionale del Mets di Amsterdam che, il 18 novembre, proclamerà i vincitori del Boat Builder Awards for Business Achievement e al Best of Boats Award di Berlino il 26 novembre.

 

E il nostro Premio Barca dell’Anno - dal 2002 appuntamento fisso correlato al Salone Nautico di Genova - come altri riconoscimenti vive della tradizione che contribuisce a creare e delle innovazioni che registra, vive di memoria e futuro come ogni altra attività prettamente culturale. In effetti è proprio la cultura ad essere la bussola per comprendere la rotta intrapresa dal nuovo che nasce, per capire il futuro di quel mondo che Vela e Motore frequenta da più di novant’anni (dal 1923 data della fondazione). Ed esserne non soltanto spettatrice, ma anche protagonista.

 

Controeditoriale

Ucina e il Salone di Genova,

contro la crisi e l’italiana autodenigrazione

 

Negli ultimi anni ho trascorso lunghi periodi all’estero e mi sono resa conto di quanto sia pericolosa e quindi intollerabile una caratteristica tipicamente italiana: l’attitudine all’autodenigrazione, alla critica distruttiva, alla lamentela immedicabile. Attitudine già nota ai tempi di  Giacomo Leopardi, che nel 1824, scrisse sull’argomento parole definitive e senza speranza. In Italia va tutto male, la politica, l’economia, la sanità, i trasporti, l’Expo non avrebbe dovuto nemmeno aprire i battenti, il cinema e la televisione sono i peggiori di sempre, lo sport è tutto corrotto e dopato. E mi raccomando esportiamo il messaggio, così la reputazione del nostro Paese all’estero se ne avvantaggerà enormemente.

 

Anche il nostro settore non sfugge a tanta attenzione e dunque non c’è da sorprendersi se c’è chi sostiene che «Ucina è ridotta a brandelli, non fa nulla per la nautica, non ha peso internazionale» e il Salone di Genova «non ha ragione di esistere, non ci va più nessuno perché ci sono Cannes e Montecarlo». Non mi sorprendo, ma mi arrabbio perché né l’una né l’altra affermazione sono veritiere. A parte il fatto che spesso a parlare e scrivere è qualcuno che non ha un mestiere e quindi prova a denigrare quello altrui, provo asetticamente a informare: “i brandelli” di Ucina all’assemblea di Milano del 5 giugno (con una partecipazione record) hanno presentato ai soci la lista dei traguardi ottenuti in sole otto settimane dall’assemblea che ha portato alla mia elezione a partire da

1) la profonda modifica dello Statuto dell’associazione, che ha ottenuto parere di piena conformità e complimenti da parte di Confindustria - Ucina è la prima associazione di categoria Confindustria ad aver recepito le linee guida della riforma Pesenti, obbligatorie dal 2016.

2) Conferma del contributo MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) per il Salone di Genova 2015, reinserito nelle fiere di eccellenza del Made in Italy.

3) Approvazione da parte del Senato e delle commissioni parlamentari della Legge Delega per la Riforma del Codice della Nautica.

4) Attivazione di tavolo con l’Agenzia delle Entrate e Assilea per la prestazione di garanzie reali collaterali nei contratti di leasing.

5) Estensione del Bollino Blu per evitare il moltiplicarsi dei controlli in mare, anche ai laghi maggiori e alle imbarcazioni a noleggio e locazione.

E l’elenco dei successi istituzionali ottenuti da Ucina negli anni precedenti è ancora più lungo; cito i più importanti: 1) eliminazione dei coefficienti moltiplicativi del redditometro, 2) revisione della tassa Monti con riduzione degli importi ed esclusione per i natanti, abbattimento per le unità a vela, 3) Iva al 10% per i marina resort, per il rilancio del turismo nautico, 4) DPR attuativo del Registro telematico del diportista, 5) interventi presso la Guardia di Finanza e le Capitanerie di Porto con conseguente riduzione del 45% dei controlli in mare, 6) l’ampliamento dei fondi della Legge Sabatini agli stampi per la vetroresina, 7) il riconoscimento da parte del MISE di un contributo sul trasporto delle imbarcazioni alle manifestazioni nautiche internazionali.

Quanto al fatto che Ucina abbia meno peso nel panorama internazionale, basta ricordare che negli ultimi quattro mesi due Vice-Presidenti del nuovo Consiglio di Presidenza Ucina, Piero Formenti e Andrea Razeto, sono stati eletti rispettivamente Presidente dell’associazione Europea (EBI) e Vice Presidente di quella mondiale (ICOMIA).

A difendere il Salone Nautico di Genova 2015, basta invece un numero: + 20% di barche esposte alla data in cui scrivo. Vi sono costruttori che partecipano per la prima volta e altri che ritornano dopo anni di assenza, in primis il Gruppo Azimut. Inoltre, la Volvo Ocean Race, la regata più affascinante al mondo, ha scelto Genova per il lancio della prossima edizione e sarà presente con il Vor Village, i team e le barche, tra cui il super team tutto rosa di Sca Team.

Abbiamo chiamato l’edizione del 2015 quella del rilancio anche perché, dopo anni di trend negativo, il 2014 ha registrato un’inversione di tendenza, la produzione ha ripreso a crescere e gli indicatori per il 2015 rimangono positivi. Certo non raggiungeremo i numeri dei saloni degli anni della crescita esponenziale, quando la domanda superava l’offerta, ma è bene sapere che il Salone, anche negli anni più difficili, è stato il più visitato di tutto il Mediterraneo.

E a chi irresponsabilmente lo attacca, ricordo che l’Italia, paese delle Ferrari e delle Maserati non ha più un salone dell’auto, ma «tanto c’è Ginevra», in Svizzera, paese degli orologi e del cioccolato. Provate a sfilare a Basilea il Baselworld, il più importante salone al mondo dell’orologeria. Impensabile, la Svizzera, così come ancora di più fa la Francia, difende i propri valori e tesori.

 

Penso che non dobbiamo arrenderci: è vero che in questo Paese ci sono tantissime cose da migliorare ma questa mi sembra una buona ragione per provare a cambiarle. Agiamo e quando le notizie sono positive, diffondiamole. A proposito, sapevate che la nautica italiana è la prima al mondo per quote di mercato, con un quinto dell’export globale? Che è campione del mondo per surplus commerciale (differenza tra export ed import), prima di Germania, Francia e USA? Che è italiano il più grande sistema di imprese nautiche in Europa: primi per numero di addetti? Che sono i prodotti della nautica i grandi protagonisti del surplus commerciale italiano, un valore superiore a quello di altre grandi produzioni Made in Italy, dall’occhialeria, alla pasta, ai mobili in legno, che colloca la produzione di unità con entrobordo al tredicesimo posto su oltre 5.000 prodotti censiti? Ve lo dice l’autorevole voce del prof. Marco Fortis, economista, docente di Economia Internazionale all’Università Cattolica del Sacro Cuore, Vice-Presidente della Fondazione Edison (studi e ricerche di economia e politica), da poco membro del nuovo Cda della RAI. Fortis è stato relatore al Convegno Satec di Milano e con il suo intervento “Le 10 verità sulla competitività italiana” ci ha davvero confortato e ridato speranza. D’altronde sul pessimismo cosmico di Leopardi sono stati versati fiumi d’inchiostro.

Sommario

1 EDITORIALE

2 CONTRO EDITORIALE di Carla Demaria

NEWS

14 La voce dei lettori

18 Eventi

28 Leggi, Balzelli & Co.

MERCATI

34 Taiwan, eldorado della nautica di Marta Gasparini

SALONI

40 Genova, è tempo di shopping di Marta Gasparini

AWARDS

44 Barca dell’Anno: al via il premio catamarani

GUIDA ALL’ACQUISTO

48 Gommone o day cruiser

50 Natante a vela o a motore

54 Fisherman o pêche promenade

56 Fuoribordo o entrobordo

58 Open o fly

62 Cat a vela o barca a vela

66 Cat a motore o barca a motore

68 Deck saloon o flush deck

 

SEZIONE MOTORE

72 Natanti

82 Gommoni

90 Barche da 10 a 15 metri

98 Barche da 15 a 18 metri

108 Barche da 18 a 24 metri

116 Barche oltre 24 metri

SEZIONE MULTISCAFI

128 A vela e a motore

SEZIONE VELA

144 Natanti

152 Barche da 10 a 14 metri

156 Barche da 14 a 24 metri

168 Barche oltre 24 metri        

MOTORI & CO.

178 Fuoribordo

180 Entrobordo

184 Impianti

188 Elettronica

194 Accessori

SPORTIVO

204 Maxi Yacht Rolex Cup con Robertissima III di Olimpia De Casa

208 Con Pedote a bordo del Multi 50 di Valter Pretelli

210 Notiziario sportivo

GIORNALE DEL NAVIGANTE

214 Porti e approdi di Maurizio Zacchetti

216 Scafi d’Epoca di Paolo Maccione

219 Letti e visti per voi di Rebecca Deauville

220 Usato sotto la lente Pogo 40 di Davide Zerbinati

223 Usato, elenco prove

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