Controlli da fare

Una decina sono i punti chiave delle barche a vela e a motore, da verificare con cura, all’inizio del viaggio.

 

Il momento dell’inventario e dei controlli non è certo il più entusiasmante del viaggio. Il check-in, pur necessario, viene vissuto come una seccatura che rallenta l’inizio della crociera. Invece, è questo il momento di fare più attenzione. Nella fretta si trascurano dei particolari importanti, a volte perfino dei punti macroscopici. Il nostro consiglio? Mandate l’equipaggio in pizzeria o a fare un giro turistico: dell’inventario e dei controlli si occuperanno solo una o due persone, le più esperte.
Il controllo serve anche a non trovarsi, al momento dello sbarco, delle sorprese e magari spese inaspettate per qualcosa che manca. Quindi, coraggio: faccia a faccia con il noleggiatore, senza fretta, chiedete ogni spiegazione, aprite ogni portello, guardate ogni equipaggiamento e oggetto di bordo.

 

Sulle barche a vela
1. tendalino essenziale soprattutto per chi fa crociere con soste in climi caldi. L’ideale: oltre a quello classico che va sopra il boma, alcuni modelli più elaborati, sorretti da archi di acciaio.

 

2. ridurre vela deve essere un’operazione facile e rapida. A prua è d’obbligo l’avvolgitore, è invece sconsigliabile l’avvolgiranda: quelli normalmente installati compromettono il taglio e le dimensioni della vela e tendono a bloccarsi sul più bello. L’ideale: molto meglio un sistema di lazy bag e lazy jack.

 

3. a prua controllare l’insieme di avvolgitore, musone àncora e battagliola. Per stare tranquilli in porto e soprattutto in rada servono catena e àncora ben dimensionate, e un verricello adeguato. L’ideale: a nostro avviso è indispensabile avere a bordo una seconda (e seria) àncora.

 

4. coperta sgombra meglio se c’è spazio per prendere il sole e per muoversi senza inciampare, soprattutto per chi non ha esperienza di navigazione. L’ideale: fondamentali passavanti larghi e con i carrelli del genoa laterali, a filo tuga. Solide e alte le battagliole.

 

5. manovre correnti drizze e borose, meglio se tutte rinviate verso poppa, per facilitare le manovre e non dover mandare nessuno a prua. L’ideale: intelligenti i terzaroli a circuito unico, che recuperano il punto di mura.

 

6. trasto, winch il trasto randa della barca da charter è sulla tuga, per non rubare spazio abitabile in pozzetto. I winch, meglio se pochi ma ben dimensionati. L’ideale: sopra i 45-47 piedi di lunghezza diventano utili quelli elettrici.

 

7. ruote e paterazzo due ruote sono meglio di una. Liberano un passaggio che parte dal tambuccio e arriva allo specchio di poppa. Offrono la garanzia di una buona visione del genoa.
L’ideale: il paterazzo, se sdoppiato rende più facile scendere in banchina.

 

8. tavolo in pozzetto sulle barche sopra i 12 metri, quello fisso è una buona soluzione.
L’ideale: oltre che per pranzare è un utile punto di appoggio a barca sbandata.

 

9. tender bisogna controllare che sia in buono stato. Per le tappe brevi si può rimorchiare a poppa, per quelle più impegnative è meglio issarlo a bordo. Attenzione, spesso il motore del tender è un optional. Il motorino trova il suo posto naturale a poppa, sul pulpito.
L’ideale: per fare meno fatica nel tirarlo a bordo, soprattutto se si è solo in due, è buona norma utilizzare una drizza.

 

10. ampi volumi, pescaggio limitato, le forme degli scafi per la crociera sono abbondanti. I volumi sono ampi sia a prua sia a poppa per garantire buone dimensioni alle cuccette.
Tughe generose danno altezze sottocoperta di 190-200 centimetri.
L’ideale: per navigare tranquilli anche in zone dai fondali poco profondi molte delle barche da charter che si trovano sul mercato hanno chiglie dal pescaggio ridotto.

 

Sulle barche a motore
1. pozzetto verificare l’abitabilità di questa zona fondamentale della barca e il funzionamento dell’eventuale frigo esterno. L’ideale: disporre del sistema di apertura del cofano motori, con pistoni idraulici o altro.

 

2. struttura sempre più apprezzata dal pubblico, la formula open con tetto apribile è ideale per vacanze mediterranee. L’ideale: il pozzetto si può coprire con una capottina, verificare che sia presente tra le dotazioni di bordo.

 

3. ancore e verricello per dormire notti tranquille soprattutto in rada servono catena e àncora ben dimensionate, un verricello potente magari con comando dal pozzetto.
L’ideale: è come sulle barche a vela: a nostro avviso è indispensabile avere a bordo una seconda (e seria) àncora.

 

4. prendisole controllare che cuscini e materassini siano presenti e in buono stato. L’ideale: devono essere ben fissati alla coperta, altrimenti è facile che vadano persi in mare al primo soffio di vento.

 

5. piattaforma poppiera dà accesso alla banchina e all’acqua e spesso ospita il tender. L’ideale: importante la presenza di rivestimento antisdrucciolo o teak, comoda la doccia esterna collocata in questo punto.

 

6. eliche sono tra i primi pezzi a soffrire quando le barche finiscono in mani inesperte. L’ideale: sarebbe quello di controllarle, e talvolta non è facile: non devono mostrare segni di urti e danni.

 

7. il motore come è ovvio, è il punto centrale su cui concentrare i controlli. Spesso chi noleggia la barca è un po’ laconico: non si vuole che gli “ospiti” ci mettano le mani. Invece bisogna fare domande, indagare e farsi spiegare tutto quello che vi viene in mente, anche dove sono gli eventuali ricambi. L’ideale: farsi dare una copia del Manuale d’uso dei propulsori.

 

8. serbatoi ovviamente la prima cosa da conoscere è la loro capacità, che determina l’autonomia: farsi spiegare con precisione il consumo reale dei motori, non quello teorico che sovente risulta ottimistico. L’ideale: controllare la loro tenuta e lo stato dei tubi di raccordo come degli indicatori di livello.

 

9. battagliola questa protezione, meglio se circonda l’intero perimetro della barca, è importante soprattutto se a bordo ci sono persone poco pratiche. L’ideale: deve consentire di andare verso prua in sicurezza anche in navigazione con mare formato.

 

10. abitabilità verificare che porte, cardini e portelli scorrano lisci senza incastri, che siano presenti tutti i materassi, che il tavolo regolabile funzioni, che non ci sia muffa, che i rubinetti e le autoclavi siano in efficienza, verificare il frigorifero, i fornelli, farsi mostrare la bombola e controllare che sia piena. L’ideale: farsi indicare dov’è la cassetta dei ferri. 

 

E non dimenticatevi di…
Carte e portolani devono fare parte delle dotazioni di bordo. Verificate che sia coperta l’intera area che prevedete di toccare nel viaggio, e magari qualcosa di più.

 

Non vi lasciate convincere a fidarvi solo della cartografia elettronica. Sicurezza: le dotazioni devono bastare per tutte le persone imbarcate. Controllare i giubbotti e attenzione se ci sono dei ragazzi: devono essere presenti dei giubbotti adatti alla loro taglia. Razzi, estintori e autogonfiabili non devono essere scaduti e devono avere una collocazione ben studiata a bordo.

 

Attenzione anche alla farmacia di bordo, spessissimo i prodotti sono scaduti o hanno preso umidità. Un consiglio: fate un piccolo briefing con l’equipaggio sul tema delle dotazioni. Fate vedere dove sono i salvagente, l’autogonfiabile.

 

Bagni: da sempre sono un tasto dolente. Bisogna verificare che non ci siano perdite, che le guarnizioni non siano usurate, che autoclave e pompe funzionino al meglio. Fatevi spiegare dove sono le valvole di tutte le saracinesche a mare.